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	<title>Partito Sociale, Provincia di Cuneo</title>
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		<title>COSTRUIRE OPPOSIZIONE AL GOVERNO MONTI FACENDO IL 15 OTTOBRE AL CONTRARIO</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:00:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[da http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/1/7/18682-costruire-opposizione-al-governo-monti-facendo-il-15/ &#160; Anche oggi gli spread vanno in alto, portando il tasso sui decennali oltre il 7%. I 440 miliardi di btp in scadenza il prossimo anno fanno tremare i polsi a molti. L&#8217;Italia -ha scritto il Washington Post qualche tempo fa- è al centro della crisi europea che è al centro della crisi mondiale. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=255&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/1/7/18682-costruire-opposizione-al-governo-monti-facendo-il-15/">http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/1/7/18682-costruire-opposizione-al-governo-monti-facendo-il-15/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_256" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2012/01/376086_10150506214382269_178001372268_10732114_1508105824_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-256" title="Piobbichi" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2012/01/376086_10150506214382269_178001372268_10732114_1508105824_n.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Piobbichi</p></div>
<p>Anche oggi gli spread vanno in alto, portando il tasso sui decennali oltre il 7%. I 440 miliardi di btp in scadenza il prossimo anno fanno tremare i polsi a molti. L&#8217;Italia -ha scritto il Washington Post qualche tempo fa- è al centro della crisi europea che è al centro della crisi mondiale. Per questo si spera dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano che la crisi sia talmente grande da imporre ai &#8220;mangia spaghetti&#8221; misure e sacrifici che altrimenti nessuno porterebbe avanti.</p>
<p>Non occorreva tanto, per capire che l&#8217;operazione di messa sotto protettorato del nostro Paese e del suo debito necessitasse di un Governo bipartisan e di tecnici del vapore come Mario Monti che oggi, dopo una fianaziaria lacrime e sangue, ha pure il coraggio di prenderci in giro dicendosi sorpreso del fatto che gli spread non calano. Con un tasso d&#8217;interesse oltre il 7% ed una recessione in arrivo, molto probabilmente l&#8217;Italia sarà costretta a chiedere aiuti al FMI. Un giorno la storia giudicherà il ruolo della BCE, della Merkel e dei suoi giullari come responsabili della recessione europea, ma oggi dobbiamo lavorare perchè il finale sia diverso da come tutti immaginano.<br />
In questo senso c&#8217;è una pesante responsabilità da parte dei movimenti italiani, delle forze politiche ed associative della sinistra.<span id="more-255"></span> Noi per un breve periodo abbiamo avuto in mano la possibilità di giocarci una partita di primaria importanza nella fase di transizione del sistema politico italiano. E&#8217; stata una brevissima &#8220;finestra di tempo&#8221; che ci siamo chiusi in faccia da soli, consegnando così su un piatto d&#8217;argento la partita al governo delle banche. Vista da qui, dalla fine della prima fase del Governo Monti, il disastro del 15 ottobre fa ancora più rabbia. Ora però si tratta di riprendere il cammino delle lotte, sapendo che dopo quella giornata nulla è più come prima.<br />
Penso che ci sia un tempo, nel modo di fare politica, che dobbiamo cambiare e un metodo nel fare politica che dobbiamo assumere. E&#8217; la crisi che deve diventare la nostra piazza principale, e non deve essere la piazza che ci mette in crisi.<br />
Cambiare i tempi dell&#8217;agire politico ed i modi, significa ridislocare la nostra organizzazione nel quotidiano e nel radicamento sociale come elemento fondamentale nella nostra attività politica. Lavoro, casa, carovita, bisogni sociali sono le coordinate nelle quali ricostruire un punto di vista alternativo della crisi. Noi dobbiamo essere dentro la crisi per renderne comprensibili i meccanismi al popolo. Su questo l&#8217;intero PRC dovrebbe impegnarsi a fondo. Andiamo nei mercati e nelle piazze a raccontare la crisi, assumiamoci questo compito.<br />
Quando diciamo di essere utili, radicati e popolari diciamo che stiamo cambiando pelle al nostro partito dimostrando che siamo diversi dagli altri nel funzionamento concreto del nostro agire.<br />
Questo secondo me è il primo punto di novità da introdurre nel rapporto con i movimenti sociali, la nostra diversità come elemento oggettivo che favorisce un&#8217;agenda comune sul terreno delle pratiche di resistenza sociale alla crisi.<br />
Il secondo elemento è dato dal fatto che dovremmo favorire processi di territorializzazione, questo in fin dei conti è stato il grande errore del 15 ottobre, pensare che stavamo andando a Genova 2001 quando in realtà stavamo andando diritti in Grecia. In qualche modo dovremmo fare il processo del 15 ottobre al contrario, partire dai territori e restarci il più a lungo possibile. Volenti o nolenti, nel momento in cui lo stato viene riconfigurato dal capitale perdendo progressivamente la sua funzione di redistributore, i Comuni e quindi i territori diventano il nostro luogo operativo principale.<br />
Questo discorso vale anche per il nostro rapporto con i sindacati. Le immagini della Fiom che lascia Mirafiori per effetto della linea Machionne sono un passaggio di fase enorme, ed aprono una discussione obbligata che deve investire tutti noi.<br />
L&#8217;Europa della Merkel con il ricatto del debito in fin dei conti non ci chiede altro che diventare come il Messico per gli Stati Uniti. Sono quindi i terreni della difesa dei diritti del lavoro, dei beni comuni, della lotta contro il debito, che possono aprire processi costituenti in grado di riaggregare la sinistra politica e sociale anche su dinamiche sovranazionali.<br />
C&#8217;è però un passaggio ulteriore da fare in questa discussione. Per quanto mi riguarda l&#8217;opposizione al Governo Monti deve essere un punto da porre con nettezza nella costruzione di questo campo, un punto senza il quale rischiamo di ricostruire calderoni senza significato. Oggi infatti la lotta di classe e l&#8217;opposizione al Governo Monti coincidono perchè questo esecutivo è la materializzazione concreta degli interessi del grande capitale finanziario. Un sistema di potere che ha deciso di entrare direttamente nel governo di una nazione senza mediazioni con il parlamento.Dobbiamo essere quindi molto chiari e molto attenti rispetto al lavoro di rete che mettiamo in campo nella costruzione di coalizioni sociali.<br />
La progressiva perdita di dignità del lavoro infatti è passata non solo per la vittoria materiale della globalizzazione liberista ma anche per la sua vittoria culturale, nella capacità che questa ha avuto di costruire processi sociali che hanno delegittimato l&#8217;utilità della lotta di classe. Il processo di scomposizione sociale ha annullato ogni riferimento di classe, ha tolto dalla testa dei lavoratori i loro avversari.<br />
Quante volte avete sentito la retorica che dovevamo togliere i simboli politici? In un Paese senza un forza politica consistente in grado di aprire lo scontro sociale, i poteri forti non hanno fatto altro che sostituire il bipolarismo con l&#8217;unipolarismo, e il parlamento con le procedure tecnocratiche che impone l&#8217;Europa in vertici giocati in tavoli ristretti.</p>
<p>Da questo punto di vista il lavoro di Giorgio Napolitano nel cancellare il conflitto sociale con la clava della responsabilità nazionale è stato una raffinata opera d&#8217;arte anti operaia.<br />
Non è forse una conferma il fatto che ( giustamente) tutti si strappano i capelli per gli stipendi dei parlamentari scordandosi del fatto che questi hanno votato (tutti, nessuno escluso), lo svuotamento della nostra costituzione inserendo la regola del vincolo di bilancio in costituzione?</p>
<p>Da questo punto di vista almeno la manovra Monti ha avuto il merito di aprire gli occhi a molti, ma venti anni di bipolarismo senza contenuti lasciano comunque il segno. Con questo processo di continua rimozione del conflitto di classe in nome degli interessi nazionali dovremo fare i conti nei prossimi mesi in maniera molto aspra e netta. Prepariamoci quindi, la crisi non sarà un pranzo di gala.</p>
<p><strong>Francesco Piobbichi &#8211; PRC</strong></p>
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		<title>Gli zapatisti e le risorse comuni</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:32:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[da Carta.org La delegazione dell’associazione Ya Basta! in Chiapas ha visitato il Caracol di Roberto Barrios, la sede di una delle cinque Giunte del Buon Governo del territorio zapatista. Siamo nella regione chiamata Zona Norte, una delle più difficili e violente per le famiglie zapatiste. A fine anni ’90 ha operato il gruppo paramilitare Paz [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=248&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://www.carta.org/2011/09/la-lotta-degli-zapatisti-per-la-gestione-comuniaria-delle-risorse/" target="_blank">Carta.org</a></p>
<p><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/12/zapatisti-acqua_bene_comune_1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-249" title="zapatisti-acqua_bene_comune_1" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/12/zapatisti-acqua_bene_comune_1.jpg?w=300&#038;h=197" alt="" width="300" height="197" /></a>La delegazione dell’associazione Ya Basta! in Chiapas ha visitato il Caracol di Roberto Barrios, la sede di una delle cinque Giunte del Buon Governo del territorio zapatista. Siamo nella regione chiamata Zona Norte, una delle più difficili e violente per le famiglie zapatiste. A fine anni ’90 ha operato il gruppo paramilitare Paz y Justicia che si è reso famoso per le innumerevoli aggressioni, omicidi e stupri che hanno provato profondamente molte delle comunità di questa regione.</p>
<p>Il Caracol di Roberto Barrios, e la vicina comunità che porta lo stesso nome, si trovano nella selva tropicale e sono costeggiati da un fiume che forma delle bellissime cascate. Su di esse il governo del Chiapas e alcune imprese private hanno messo gli occhi da tempo, con l’intenzione di sfruttarle per il turismo costruendo alberghi, ristoranti e parcheggi. Gli zapatisti si sono da sempre opposti a questo progetto, che prevede espropri di parte del loro territorio e la devastazione dell’ambiente.<span id="more-248"></span> Il governo ha sfruttato questa situazione per dividere la comunità ed attaccare le famiglie zapatiste ed il vicino Caracol; ha offerto soldi alle famiglie non zapatiste, addestrando alcuni uomini come paramilitari. Gli zapatisti e gli alunni della scuola secondaria autonoma hanno subito continue vessazioni in questi anni, dalle aggressioni verbali e le minacce di stupro alle donne, fino ad episodi come quello di due anni fa in cui entrarono i paramilitari armati dentro il Caracol minacciando e picchiando gli alunni della scuola. Per adesso il governo ha costruito una strada asfaltata fino alle cascate, i turisti cominciano ad arrivare, ma la lotta continua e le istallazioni turistiche ancora non sono riuscite a costruirle.<br />
Questo delle cascate di Roberto Barrios è solo uno dei tanti esempi di lotta per la difesa del territorio e dei beni comuni che le comunità zapatiste stanno portando avanti nei loro territori. Alle cascate di Agua Azul la situazione è simile. Qua i turisti ci arrivano, e tanti; ma il governo vuole costruire una grande istallazione con numerose strutture. Per realizzare questo progetto ha diviso la comunità di Bachajon, “comprando” alcune famiglie e organizzandole per cacciare dalle proprie terre la vicina comunità zapatista di Bolon Ajaw. Molti degli abitanti di Bachajon, aderenti alla Otra Campagna, si oppongono al progetto del governo e vogliono continuare a gestire loro l’arrivo dei turisti alle cascate, senza che siano costruite grandi istallazioni che devastano il territorio. Questa lotta ha portato negli ultimi anni a vari attacchi da parte dei paramilitari agli zapatisti di Bolon Ajaw, numerosi abitanti di Bachajon arrestati, e il territorio fortemente militarizzato.<br />
Huitepec è una delle montagne che circonda la città di San Cristobal, che nel 2007 è stata dichiarata Riserva Ecologica Comunitaria dalla Giunta di Buon Governo di Oventik. Da allora hanno istallato un presidio in cima al monte, in cui ogni settimana si danno il turno gruppi di basi d’appoggio zapatiste della zona per controllare i 110 ettari di bosco. La Riserva Ecologica Comunitaria è servita per fermare la svendita del bosco, ricco di vegetazione e piante medicinali usate dagli indigeni della zona, ad imprese immobiliari. Ma gli zapatisti hanno istallato la riserva soprattutto per difendere l’acqua bene comune dalla privatizzazione. Da questo monte, infatti, scendono numerosi ruscelli che portano acqua ad alcuni quartieri poveri della periferia di San Cristobal. La Coca Cola aveva comprato i diritti di utilizzo di queste fonti di acqua cioè la sua intenzione era di istallare ai piedi della montagna una fabbrica di imbottigliamento con l’acqua dei ruscelli, che non sarebbe più giunta alla popolazione.<br />
Sono tanti i luoghi in cui gli zapatisti e altre comunità indigene del Chiapas lottano per difendere il territorio ed i beni comuni. Tante lotte per una gestione del territorio e delle sue risorse da parte delle comunità locali contro la privatizzazione e la svendita ad imprese private.<br />
La Giunta di Buon Governo di Roberto Barrios ci ha chiesto di portare il suo saluto a tutti coloro che in questi mesi e anni hanno partecipato in Italia al grande movimento per la difesa dell’acqua bene comune. La lotta che tanti indigeni portano avanti in Chiapas per la gestione comunitaria delle risorse e contro la loro mercificazione è la stessa lotta dei milioni di italiani che hanno votato SI per l’acqua bene comune e dei tanti comitati che difendono il territorio dalla devastazione; tante lotte per difendere la vita e per costruire un mondo migliore.<br />
Associazione Ya Basta!</p>
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		<title>COSTITUENTE DEI BENI COMUNI E PARTITO SOCIALE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 06:11:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Biblioteca Popolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Piobbichi Francesco &#8211; Partito sociale PRC La vittoria del referendum ci consegna un messaggio che difficilmente possiamo nascondere con le retoriche e le frasi di circostanza. La vittoria del referendum non è semplicemente la riaffermazione nello spazio politico della potenza democratica rispetto alle scelte dei propri governanti ma, rappresenta l&#8217;originalità di un movimento costituente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=243&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="contenuto_articolo"><strong><a href="http://www.carta.org/wp-content/uploads/20110614_vittoria24.jpg" target="_blank"><img class="alignright" style="border:0;" src="http://www.controlacrisi.org/joomla/images/plg_imagesized/15560-20110614_vittoria24.jpg" alt="" border="0" /></a>Di Piobbichi Francesco &#8211; Partito sociale PRC</strong></div>
<div><strong></strong>La vittoria del referendum ci consegna un messaggio che difficilmente possiamo nascondere con le retoriche e le frasi di circostanza. La vittoria del referendum non è semplicemente la riaffermazione nello spazio politico della potenza democratica rispetto alle scelte dei propri governanti ma, rappresenta l&#8217;originalità di un movimento costituente di nuove forme dell&#8217;azione collettiva che investe oggi la crisi della politica e della rappresentanza dentro la crisi del sistema capitalista. Per certi aspetti, possiamo dire la crisi della politica la risolve creando nuove istanze “irrappresentabili”. La piazza del PD e dell&#8217;IDV, semivuota, il giorno prima dei referendum ne è l&#8217;esempio concreto, come quella piena del 14 dicembre. Con il senno di poi, andrebbe letta attentamente anche la polemica che gli esponenti dei comitati hanno avuto con Santoro e Floris rispetto alla rappresentazione mediatica &#8220;centralizzata&#8221; sui partiti dei referendum. Se anche il sistema mediatico più attento ai movimenti, non è riuscito di fatto a cogliere, rappresentare e riprodurre il tessuto reticolare, di esperienze “federate” per obbiettivo, del movimento per l&#8217;acqua un motivo ci dovrà pur essere.<span id="more-243"></span> In qualche modo possiamo dire che nessuno aveva previsto una vittoria di questo tipo ed ancora di più che nessuno si era accorto che questa vittoria avrebbe investito in forma straordinaria le forme dell&#8217;aggregazione collettiva. Il nostro partito non può e non deve rimanere a guardare quanto accade senza riflettere su questa esperienza e senza misurarsi con coraggio a quanto sta avvenendo intorno a noi. Ritengo che la sperimentazione fatta fino ad ora del modello del partito sociale, e del suo consolidamento ci dia degli elementi utili per questa discussione. Abbiamo detto che questo modello si afferma nell&#8217;incrocio tra un partito che si socializza e un sociale che si politicizza, e fino ad ora abbiamo detto e lavorato utilizzando le pratiche sociali come luogo di questo incontro. Qual&#8217;è l&#8217;utilità di questo processo rispetto al rapporto con le nuove forme della politca? Secondo me è data dal fatto che mette al centro il principio di cooperazione paritaria tra soggetti distinti e non distanti e non la riproposizione del solito schema tra le associazioni che fanno il sociale e i partiti che rappresentano il politico. Non fondersi pertanto con il movimento, ma cooperare con il movimento. La cooperazione delle pratiche in chiave neo mutualistica, del saper fare solidale, è un patrimonio potenzialmente politico ( basta pensare per esempio ai GAS ) oggi diffidente se non ostile rispetto alla politica. E&#8217; anche vero però che questo movimento guarda con sempre più attenzione all&#8217;esperienza dei GAP e al loro modo originale di intervenire nella crisi che vivono le classi popolari. Ultimamente, in alcuni territori, si è cominciato a lavorare insieme confrontandosi ad esempio su proposte di legge regionali. Cosa ci dice questo esempio? Ci dice che la nostra credibilità con il popolo dei beni comuni non si misura più sul terreno della loro rappresentazione, ma sulla capacità di cooperazione sugli obbiettivi nei territori con essi. Una cooperazione tra pari che riconosce l&#8217;autonomia, all&#8217;interno della quale dobbiamo esercitare però il nostro punto di vista senza cadere nel &#8220;codismo&#8221;. In qualche modo dobbiamo essere capaci di misurarci nel lavoro in rete con il lavoro nella rete supportando ad esempio associazioni con un chiaro punto di vista anticapitalista. In questo scenario contano molto di più i contenuti che le retoriche, le pratiche delle etichette. Non è lontano il popolo dei beni comuni con il popolo degli indignados che in queste ore attraversa l&#8217;Europa, entrambi sfidano in maniera radicale il sistema, sfidano governi ed istituzioni europee ed il liberismo. Entrambi utilizzano la stessa modalità pacifiche e radicali di azione ( Gli indignados vogliono un referendum sull&#8217;austerity sul modello islandese), criticano il liberismo partendo dal terreno sociale e democratico, sviluppano autorganizzazione. Sbaglia, e di molto chi pensa che questi movimenti nascono sulla rete virtuale, essi sono invece un sedimentato di esperienze e pratiche che in questi anni, se non decenni, hanno contribuito a dissodare il terreno in cui agiscono oggi conflitto e progetto. Ritengo che il nostro compito, quello di un partito comunista del XXI secolo, che non ha ceduto a pentimenti e non ha rinnegato nulla della straordinaria storia della lotta di classe nel vecchio continente debba gettarsi senza esitazione nella mischia.<br />
Compito nostro è quindi quello di favorire l&#8217;organizzazione nei territori di spazi pubblici di discussione e cooperazione di pratiche contro un capitalismo che per fame di profitto, privatizza i beni comuni e socializza la crisi che lui stesso ha provocato. Favorire insomma, un nuovo processo costituente che difende lavoro e beni comuni.<br />
Ed è in questi spazi che secondo me, dovremmo discutere di come misurarci tra il nostro partito e movimenti sul nodo ancora tutto irrisolto della rappresentanza. Se vogliamo ragionare con i movimenti ed essere presi sul serio dobbiamo lavorare su questo nodo da ora. Con quali procedure trasparenti, con quali regole costruiamo insieme una nuova forma di rappresentanza tra la nostra organizzazione e i movimenti? Non quindi la candidatura sottobanco a pochi giorni dalle elezioni, tra un leader di un comitato o di un centro sociale che di fatto riproduce l&#8217;accordo tra vertici tipico del processo di americanizzazione della società. Ma quale processo per costruire nuova democrazia insorgente? Abbiamo la forza ed il coraggio per uscire dalle nostre stanze e misurarci con questa sfida? Non lo so, io però sono per provarci. Dopo la vittoria dei referendum davanti a tutti noi, le classi dirigenti europee e italiane, con la complicità di centro destra e centro sinistra europeo hanno alzato il muro della responsabilità nazionale. Tutti chiederanno al nostro popolo di pagare la crisi per rassicurare i mercati, tutti chiederanno sacrifici senza farne mezzo. A questo occorre saper rispondere con la massima radicalità, cominciando ad organizzare l&#8217;ottobre, partecipando a tutte le forme di conflitto che in questo momento attraversano il paese, dagli operai delle fabbriche in crisi ai no tav, dai precari della scuola alla lotta contro lavoro nero per l&#8217;accoglienza degna dei migranti. Cooperare per ricomporre senza cadere in facili slogan, essere umili nel rapporto con i movimenti, generosi come nessuno fa con l&#8217;indignazionione di massa contro l&#8217;austerity, utili nel quotidiano della tenaglia della crisi, radicati in quei luoghi dove la sinistra non esisteva più. Forse è la volta buona che Rifondazione si rifonda per davvero nella sfida aperta per il “comune” verso il comunismo. Io sono per provarci</div>
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		<title>Il pensiero dei GAP su agricoltura, sovranità alimentare e PAC</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[GAP]]></category>
		<category><![CDATA[R@P]]></category>

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<p><strong>da Controlacrisi</strong></p>
<p>Un sintetico bilancio di un triennio di azione Gap, dall&#8217;ultimo incontro dell&#8217;assemblea di Poggibonsi alla festa per l&#8217;Autorganizzazione Popolare.</p>
<p>L’avventura dei Gap compie ormai tre anni di attività.<br />
Siamo partiti con l’obiettivo della lotta al carovita, poggiando su pratiche orientate al mutualismo, al radicamento sociale, all’autorganizzazione e alla vertenzialità sul territorio.<br />
L’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità era ed è determinato dallo squilibrio nella catena del valore nella filiera dalla produzione alla vendita e dalle speculazione finanziaria internazionale.<br />
Ne scaturiva una piattaforma per<br />
escludere dalla quotazioni di borsa i prodotti alimentari di prima necessità<br />
ottenere un prezzo politico di questi prodotti<br />
supportare la filiera corta e il Km 0<br />
ottenere spacci popolari<br />
darsi un piano nazionale di sovranità alimentare</p>
<p>Nell’autunno 2010 a Scandicci la prima assemblea nazionale dei Gap comincia da analizzare le proposte sulla Sovranità alimentare, riprese anche dal dibattito nel movimento contadino internazionale (Via Campesina) e nazionale, e ci si dota di un comitato scientifico per la stesura di una piattaforma in tale direzione.<br />
Inoltre si definisce l’esigenza di strutturare un’organizzazione su base regionale della rete nazionale dei gap.<br />
A gennaio 2011 a Roma si definisce la piattaforma sulla S.A. basata sulla centralità dell’agricoltura, riorganizzata secondo i criteri individuati anche dal Manifesto della R@P:<br />
modello produttivo agricolo deglobalizzato e antiliberista (anticapitalismo); l’agricoltura deve nutrire tutti (eguale) e a prezzo equo, senza dipendere dal mercato (legge della domanda e dell’offerta)<br />
il cibo come bene comune<br />
demercificazione delle relazioni sociali (reti solidali di filiera agroalimentare)</p>
<p><span id="more-240"></span><br />
Vanno mutati i rapporti di forza nella filiera agroalimentare, costruendo la sovranità alimentare come diritto dei popoli di produrre il cibo per il proprio territorio definendo proprie politiche agricole e alimentari sostenibili.<br />
Non si tratta di autarchia, perché si rilocalizzano le pratiche agricole globalizzando le coscienze</p>
<p>Oggi a Poggibonsi, giugno 2011, siamo al punto di costruire il ruolo dei Gap nella costruzione della sovranità alimentare e dobbiamo fare un passo avanti.</p>
<p>Perché i Gap centrano con la Sovranità alimentare?<br />
Se l’azione prodotta si connota come difesa delle condizioni materiali di esistenza (prezzo accessibile), deve anche costruire anche il diritto al cibo sano<br />
per sé (diritto alla salute), per il lavoro agricolo (diritto sociale), per l’ambiente (diritto ambientale).</p>
<p>Cibo sano a prezzo equo e accessibile (il concetto di equo non fa parte –è incompatibile- del mercato capitalistico, nel quale le merci si prezzano al valore di scambio e secondo la legge della domanda e dell’offerta).</p>
<p>Per realizzare quasta condizione serve darsi un orizzonte del cibo come bene comune, quindi<br />
demercificato<br />
prodotto con modelli sostenibili, per il reddito agricolo, per l’ambiente, per la salute e naturalmente per il consumo<br />
definanziarizzato (fuori il grano dalla borsa)<br />
deglobalizzato (anche come paradigma per l’insieme dei settori produttivi)</p>
<p>Il lavoro dei Gap è volontario, quindi demercificato.</p>
<p>Ci viene “in aiuto” la crisi dell’agricoltura.<br />
I Gap debbono disgelare la natura di questa crisi, prodotta dal modello industriale/liberista della rivoluzione verde postbellica.<br />
Crisi di valorizzazione del capitale (in particolare nelle aziende agricole medio-grandi), perché non viene remunerato l’investimento (caduta tendenziale del saggio di profitto).<br />
Le aziende vivono degli aiuti PAC: l’80% al 20% delle aziende e nonostante quaso nella UE chiude un’azienda agricola ogni tre minuti. Anche in Europa è presente il fenomeno dei suicidi contadini (Francia)<br />
Crisi interna alla filiera, dove la rendita commerciale si appropria del 60% del valore<br />
e l’industria di trasformazione del 23%, lasciando alla produzione di base solo il 17%.<br />
Finanziarizzazione e legge della domanda e dell’offerta fanno il resto, portando il prezzo di vendita alla produzione al di sotto dei costi di produzione</p>
<p>Si crea quindi una tenaglia che uccide il settore agricolo: da un lato il capitale non è valorizzato/remunerato a causa della stessa meccanizzazione spinta per incrementare la produttività e diminuire i costi/prezzi e dall’altro la rendita comprime il prezzo sotto i costi di produzione.</p>
<p>Oggi si rallenta la crisi con l’attuale PAC. Dal 2014 quale PAC sarà decisa? La crisi finanziaria renderà disponibili risorse sufficienti?<br />
Oggi si sostengono le aziende agricole senza futuro (altamente industrializzate) e le aziende che hanno futuro (neoagricoltura) non hanno sostegno.</p>
<p>I Gap debbono porsi questa questione.<br />
La mera rincorsa al prezzo più basso<br />
sostiene la globalizzazione liberista<br />
supporta la produzione a grande impronta ecologica<br />
favorisce lo sfruttamento sociale<br />
condanna i redditi bassi al cibo spazzatura<br />
non considera la crisi agricola che rincorrendo i prezzi bassi con gli incrementi di produttività produce scarti, cattiva destinazione (eccedenze al Nord del mondo e scarsità al Sud), inquinamento ed inaridimento della terra, siccità e riscaldamento climatico (deforestazione, trasformazione, imballaggi, trasporti che producono il 50% dei gas serra), che sono tutti costi indiretti che poi vengono pagati dal proletariato globale<br />
La crisi agricola sta producendo il neocolonialismo della terra a livello internazionale per ragioni di<br />
sicurezza alimentare (Cina- Russia- Arabia S.- India, Gran Bretagna)<br />
speculazione finanziaria sulle commodities (fondi di investimento)<br />
agrobusiness (produzione di cibo dal Sud per il Nord e per il biocombustibile)</p>
<p>Solo nel 2008/2009 sono stati affittati o comprati terreni per una superficie superiore all’Italia!</p>
<p>L’agricoltura industriale è energivora (1500 litri di petrolio per sfamare una persona, 7 calorie per produrre una caloria di cibo) e idrovora (il 60% dell’acqua è usato per l’agricoltura intensiva)</p>
<p>Quindi fare la battaglia sull’acqua si sposa con la costruzione di un modello produttivo agricolo sostenibile. La fine del petrolio accentua la crisi agricola.<br />
Ma la crisi dell’agricoltura è prioritaria rispetto alla crisi in generale: primum vivere…….</p>
<p>Dalla crisi agricola si esce con la costruzione della sovranità alimentare, secondo le proposte dei movimenti contadini (Via Campesina).<br />
Via Campesina è un movimento che cresce e resiste. Perché?<br />
Perché la crisi agricola è primaria!</p>
<p>Questo modello di basa su<br />
agricoltura di prossimità sostenibile<br />
deindustrializzazione agricola<br />
piccola azienda agricola (alta intensita’ di manodopera in tremini relativi)</p>
<p>Vanno costruite coalizioni forti sul territorio, razionalmente e a livello internazionale, con le reti di consumo critico in espansione e con la piccola agricoltura sostenibile<br />
Gap – Gas – Des come pratica politica diffusa per il cambiamento sociale.</p>
<p>A partire dalle riflessione sulla crisi agricola può scaturire un modello paradigmatico generale:<br />
rilocalizzazione delle produzioni in conversione ecosostenibile basandosi sulla sovranità territoriale, con effetti sull’occupazione.</p>
<p>Quindi lo slogan dei Gap: nuova politica agricola sostenibile a prezzo equo e accessibile.</p>
<p>Aiab ha portato un importante contributo alla dscussione, in termini di proposta per la nuova Pac che entrerà in vigore dal 2014, ma intorno alla quale la discussione è già cominciata.<br />
Occorre “…. una PAC che sia giusta ed equa, che non premi la rendita fondiaria, ma che permetta ai produttori, in particolare quelli piccoli, di continuare a dare quel contributo in termini di produzione, di presidio territoriale, difesa della biodiversità…Occorre una produzione agricola che non dipenda dal petrolio, che premi le aziende agricole che adottano sistemi produttivi sostenibili e che garantisca l’accesso alla terra anche ai giovani.<br />
Contro i premi alla rendita fondiaria servono tetti massimi agli aiuti alla singola azienda e che tali aiuti siano proporzionali al numero di occupati, tenendo in considerazione colture e modello produttivo.<br />
Per sostenere i piccoli produttori si deve garantire una giusta retribuzione per i contadini ed un prezzo altrettanto giusto per i consumatori. La Pac deve avere una burocrazia semplificata, che faciliti la trasformazione dei prodotti in azienda e che sostenga tutte le forme di vendita diretta e mutualistica e l’acquisto nelle mense di prodotti locali e biologici.<br />
La Pac deve investire in ricerca e innovazione; le aree rurali devono essere ripensate a livello dei territori, favorendo la creazione di biodistretti dove agricoltura ed altre attività economiche sostenibili possano interagire per far vivere le aree rurali, comprendendo anche l’agricoltura sociale.<br />
Servono provvedimenti per arginare le speculazioni finanziarie sul cibo e per promuovere mercati locali in diverse forme.<br />
Occorre una PAC che rispetti la sovranità alimentare, ovvero il diritto dei popoli di scegliere quale politica agricola darsi e quale tipo di alimentazione”.</p>
<p>Infine c’è stato il contributo relativo a pratiche di certificazione biologica partecipata, sia per ridurre i costi monetari e burocratici del biologico, sia per realizzare processi di coesione sociale sul territorio.</p>
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		<title>INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO – CAMPO DI NARDO’ 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 16:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brigata di Solidarietà Attiva]]></category>
		<category><![CDATA[R@P]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, in collaborazione con Finis Terrae, le BRIGATE DI SOLIDARIETA’ ATTIVA promuovono la campagna “INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO” proponendo un campo di accoglienza rivolto ai lavoratori stagionali raccoglitori di angurie, a Nardò – Lecce dal 15 giugno al 30 agosto. Un punto di partenza per la sensibilizzazione e l’acquisizione dei diritti base dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=235&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/06/ingaggiami-2011.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-236" title="ingaggiami 2011" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/06/ingaggiami-2011.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a>Anche quest’anno, in collaborazione con Finis Terrae, le BRIGATE DI SOLIDARIETA’ ATTIVA promuovono la campagna “<strong>INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO</strong>” proponendo un campo di accoglienza rivolto ai lavoratori stagionali raccoglitori di angurie, a Nardò – Lecce dal 15 giugno al 30 agosto.</div>
<div>Un punto di partenza per la sensibilizzazione e l’acquisizione dei diritti base dei lavoratori migranti, contro lo sfruttamento del lavoro nero e la logica del caporalato.</div>
<div><strong>CERCHIAMO VOLONTARI DISPONIBILI  PER LA GESTIONE DEL CAMPO E LO SVILUPPO DEL PROGETTO, su turnazioni settimanali da definire.</strong><strong>Per chi volesse aiutarci e magari contribuire potete farlo inviando un contributo al seguente IBAN:</strong><br />
<strong>IT10 N033 5901 6001 0000 0018 770</strong><br />
<strong>Oppure se volete contribuire alla costruzione del campo servono brandine e buoni benzina per il nostro mezzo sul posto, contattateci!</strong></p>
</div>
<div><strong><em>INFO</em></strong></div>
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			<media:title type="html">ingaggiami 2011</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>LA R@P, DAL 1° ALL&#8217;11 GIUGNO LA PRIMA FESTA DELL&#8217;AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 12:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[R@P]]></category>

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		<description><![CDATA[PROGRAMMA DELLA FESTA DELLA RAP che si svolgerà dal 1° all&#8217;11 giugno a Poggibonsi, in località Montemorli. 1 GIUGNO APERTURA STAND GASTRONIMICI 2 GIUGNO ORE 11 LA LIBERTA&#8217; E&#8217; TUTTO Primo incontro nazionale delle realtà politiche ed associative impegnate per l&#8217;accoglienza dal basso dei popoli in movimento da Lampedusa a Ventimiglia. Sedi di partito, centri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=231&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="contenuto_articolo"><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/05/festa-rap.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-232" title="festa rap" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/05/festa-rap.jpg?w=500" alt=""   /></a></div>
<div>PROGRAMMA DELLA FESTA DELLA RAP che si svolgerà dal 1° all&#8217;11 giugno a Poggibonsi, in località Montemorli.<br />
<span id="more-231"></span><br />
1 GIUGNO APERTURA STAND GASTRONIMICI</p>
<p>2 GIUGNO ORE 11<br />
LA LIBERTA&#8217; E&#8217; TUTTO<br />
Primo incontro nazionale delle realtà politiche ed associative impegnate per l&#8217;accoglienza dal basso dei popoli in movimento da Lampedusa a Ventimiglia. Sedi di partito, centri sociali, associazioni, singoli cittadini hanno costruito dal basso una risposta diretta, democratica e solidale al diritto di accoglienza negato dal nostro governo. E&#8217; possibile fare un salto di qualità e costruire una piattaforma di pratiche e rivendicazioni comuni?</p>
<p>Sono invitati a discuterne le realtà politiche associative istituzionali che hanno lavorato e lavorano in queste settimane per l&#8217;accoglienza solidale</p>
<p>3 GIUGNO ore 18<br />
CRISI E GOVERNO PENALE DELLA CRISI &#8211; da Genova 2001 a Genova 2011<br />
Giornata di approfondimento ad opera dell&#8217;osservatorio sulla repressione. Da Genova 2001 a Genova 2011 guerra e crisi sono stati gli elementi principali della riorganizzazione sociale. La penalità e le nuove forme di controllo hanno costruito un discorso pubblico che ha sostituito la questione sociale in questione penale. E&#8217; possibile costruire su questo terreno un punto di vista dei movimenti sociali?</p>
<p>SABATO 4 GIUGNO<br />
ORE 11 DENTRO LA CRISI CONTRO LA CRISI<br />
Assemblea nazionale delle Brigate della Solidarietà attiva – Dalla crisi del terremoto al terremoto della crisi, le BSA sono state una delle novità politiche di questi anni riuscendo a coniugare conflitto e solidarietà. Autorganizzazione con efficacia degli interventi. L&#8217;assemblea delle Brigate è un momento per discutere di come preseguire collettivamente questa esperienza</p>
<p>ore 17 CRISI CARO VITA E SOVRANITA&#8217; ALIMENTARE<br />
Tavolo di approfondimanto organizzato dai GAP &#8211; Gruppi di Acquisto Popolare &#8211; sul tema della crisi alimentare – I Gruppi di acquisto popolare hanno oramai migliaia di iscritti e sono riusciti in questi anni a dare una risposta diretta alla crisi ed al caro vita. Ma la crisi agricola ed alimentare non si risolve solo tagliando la filiera ma con nuova programmazione pubblica e partecipativa contro le politiche decise al WTO e in Europa. I GAP propongono una campagna comune per una nuova sovranità alimentare.</p>
<p>DOMENICA 5 GIUGNO<br />
ORE 11 RIUNIONE DELLA RETE PER L&#8217;AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE<br />
Dentisti sociali, scuole popolari, Gruppi di acquisto popolare, sportelli sulla casa, Laboratori dell&#8217;autorganizzazione popolare, si trovano davanti ad un passaggio importante, fare un salto di qualità dal punto di vista organizzativo e politico. L&#8217;assemblea dei soggetti della RAP si pone questo obbiettivo per il prossimo anno.</p>
<p>A SEGUIRE CONCERTO DELLA BANDA BASSOTTI</p>
<p>ORE 15 SEMINARIO DI FORMAZIONE<br />
Organizzato dalle Brigate della Solidarietà Attiva sull&#8217;intervento per la Lega dei braccianti</p></div>
<div id="contenuto_articolo"></div>
<div id="contenuto_articolo">ORE 15 RIUNIONE DELL&#8217;UNIONE INQUILINI SUL TEMA DELLA CRISI E DEL DIRITTO ALL&#8217;ABITARE</p>
<p>LUNEDI 6 GIUGNO<br />
CRISI COMUNICAZIONE E LOTTE<br />
Discussione sulle nuove forme di comunicazione e lotta organizzato da Controlacrisi.org hanno assicurato la loro presenza gli autori del Libro &#8221; Panda schiavi in mano&#8221; e Pomigliano non si piega.- SONO STATI INVITATI ESPONENTI DEL MONDO POLITICO E ASSOCIATIVO E RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI</p>
<p>MERCOLEDI 8 GIUGNO<br />
Serata BLU per la difesa dell&#8217;acqua pubblica contro il nucleare. Introduce Paolo Cacciari autore del libro Beni Comuni. Intervengono Ciro Pesacane del Forum Ambientalista &#8211; Andrea Borgna &#8211; Portavoce del comitato senese 2 si per l&#8217;acqua pubblica. SONO STATI INVITATI ESPONENTI DEL MONDO POLITICO E ASSOCIATIVO</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialgranda.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialgranda.wordpress.com/231/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=231&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">festa rap</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>DIRITTO DI USCITA DALL&#8217;EUROPA, IL PRIMO PUNTO DI UN PROGRAMMA DI SINISTRA.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 16:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[R@P]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine ci siamo arrivati, Tremonti ha iniziato a diffondere il prezzo della crisi da presentare al governo economico dell&#8217;Unione, ed in molti si cominciano a chiedere quanto sarà salato. Ieri al Senato Tremonti ha fatto capire da dove si parte ma non dove si finisce. Manovra correttiva per quest&#8217;anno, almeno dello 0.5 del pil [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=220&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/35878_405446292295_541077295_4175167_8320721_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-221" title="35878_405446292295_541077295_4175167_8320721_n" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/35878_405446292295_541077295_4175167_8320721_n.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a>Alla fine ci siamo arrivati, Tremonti ha iniziato a diffondere il prezzo della crisi da presentare al governo economico dell&#8217;Unione, ed in molti si cominciano a chiedere quanto sarà salato. Ieri al Senato Tremonti ha fatto capire da dove si parte ma non dove si finisce. Manovra correttiva per quest&#8217;anno, almeno dello 0.5 del pil per il 2013 e 2014, riduzione forzata del debito a partire dal 2015, anno in cui si concentrerà il grosso del salasso. Bankitalia ha stimato che le mavovre di Tremonti si aggireranno intorno ai 30 miliardi l&#8217;anno se, come probabilmente accadrà, il pil non crescerà sopra il 2%, ed oggi anche l&#8217;Istat ha prodotto altri dati. Tremonti è un abile incantatore, ma il meccanismo del semestre europeo è congeniato in maniera tale da non lasciare molto spazio alle favole. I numeri che le classi dirigenti europee hanno imposto in un clima bipartisan hanno la testa dura, ed i numeri ci dicono due cose: che l&#8217;Italia dovrà pareggiare i conti e ridurre il debito pubblico con una serie di manovre economiche da far gelare il sangue. Una politica questa che non sarà ciclica ma strutturale, tanto che lo stesso Tremonti ieri ha affermato ancora una volta di voler recepire nella nostra carta costituzionale il vincolo di bilancio. Se questo principio passasse, l&#8217;intero impianto sociale della nostra carta sarebbe schiantato dalla logica liberista e limiterebbe pesantemente la nostra sovranità economica già per altro compromessa dall&#8217;adesione al patto di stabilità. In maniera simile, con gradi di differenza che variano a seconda della crisi, queste politiche saranno applicate in tutti i paesi dell&#8217;Unione. Confondere il sentimento internazionalista o l&#8217;europeismo positivo di ieri con l&#8217;europeismo eversivo di banche e padroni di oggi, è un gravissimo errore per la sinistra. <span id="more-220"></span>Noi oggi dobbiamo essere innanzitutto contro l&#8217;Europa intesa come esito storico di un processo di rivoluzione liberista che dentro la crisi mostra il suo vero volto. Senza esplicitare con chiarezza questo aspetto commettiamo un errore enorme, un errore che non ci ha permesso di cogliere nel nostro paese il sentimento antieuropeista delle classi popolari maturato in questi anni. L&#8217;opposizione all&#8217;Europa è un terreno aperto per il potenziale sviluppo della lotta di classe come per la deriva populista, la Grecia da un lato e la Finlandia dall&#8217;altro lo dimostrano. In Europa, come in Grecia, come in Spagna ed in Portogallo, il centro sinistra ha partecipato alla costruzione delle politiche di austerity, provocando una rottura profonda con la sinistra radicale a partire dal nodo di governo. La sinistra che verrà può rinchiudersi nel nostro paese nella gabbia d&#8217;oro del bipolarismo e dei patti di consultazione, o ripensare il suo ruolo senza diventare complice nella crisi del massacro sociale che l&#8217;Europa impone. Se Berlusconi va cacciato non per questo si deve essere al servizio di governi che ancora prima di nascere innalzano le insegne dell&#8217;austerity, di Marchionne e della guerra. Dobbiamo lavorare, invece, in forma unitaria per la costruzione di un programma di opposizione con i movimenti sociali che sappia collegarsi alle rivolte in atto, che avvengono sia in ambito europeo che euromediterraneo. Un programma comune che invochi l&#8217;uscita dall&#8217;Europa come arma contro il ricatto monetarista dentro il quale ci hanno cacciato. Prima ci chiedevano sacrifici per entrare in Europa, oggi ce li chiedono per restarci sapendo che in futuro ci toglieranno diritti, salari e stato sociale. La sinistra oggi si ricostruisce ripartendo dallo spazio nazionale “giocato in chiave europeista” . Programmazione economica, controllo democratico delle politiche della BCE, sovranità energetica ed alimentare in chiave continentale, esigibilità di un pacchetto di diritti sociali (reddito, casa, formazione, sanità) ostilità alla guerra, contratto del lavoro continentale, cancellazione dei debiti dei paesi come la Tunisia, sono grandi temi su cui investire in termini progettuali. Ma se ci mettono il cappio al collo come stanno facendo commissione europea, governi, Bce e Fmi, l&#8217;Europa se la possono pure tenere. L&#8217;Italia è al centro del mediterraneo. In nome della supremazia occidentale è diventata nel corso degli ultimi anni la portaerei fissa delle guerre della NATO e uno dei paesi di frontiera dell&#8217;area Shengen. L&#8217;Italia inoltre è un paese che più di tutti gli altri rischia di essere diviso dalle politiche di austerity europee fra zone ricche e povere, fra nord e sud (ed è forse per questo che la Lega che ha ottenuto il federalismo è diventata europeista). Mi spiegate perchè i ricatti dei banchieri tedeschi contano più del nostro parlamento? Come sinistra non dobbiamo avere paura di rivendicare il diritto all&#8217;uscita dall&#8217;Europa anche perchè potremmo diventare da paese sotto ricatto un paese che diviene per il mediterraneo un possibile motore per lo sviluppo ecosociale, la democrazia e la pace.</p>
<p>Francesco Piobbichi &#8211; <a href="http://controlacrisi.org" target="_blank">controlacrisi.org</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialgranda.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialgranda.wordpress.com/220/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=220&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Solidarietà e lotta! Le BSA a Lampedusa</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 18:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brigata di Solidarietà Attiva]]></category>

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		<description><![CDATA[tratto da http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.com/2011/04/solidarieta-e-lotta.html In questi giorni di sbarchi nelle coste lampedusane,vediamo il rincorrrersi di notizie più o meno attendibili,sulla provenienza dei migranti,della loro permanenza e soprattutto del loro destino incerto. Ci soffermiamo un attimo sulla loro permanenza,appare a tutt* ormai un vero e proprio strumento politico,per dibattiti demagogici,soliti IBAN nati come i funghi dopo le tempeste [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=226&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.com/2011/04/solidarieta-e-lotta.html">http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.com/2011/04/solidarieta-e-lotta.html</a></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-229" title="liberte" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/218217_213606161998379_130734416952221_880720_6155913_o-1.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" /></p>
<p>In questi giorni di sbarchi nelle coste lampedusane,vediamo il rincorrrersi di notizie più o meno attendibili,sulla provenienza dei migranti,della loro permanenza e soprattutto del loro destino incerto.<br />
Ci soffermiamo un attimo sulla loro permanenza,appare a tutt* ormai un vero e proprio strumento politico,per dibattiti demagogici,soliti IBAN nati come i funghi dopo le tempeste primaverili e soprattutto il chiaro e emblematico messaggio della divisione fra clandestini,rifugiati e richiedenti asilo.<br />
Per i primi l&#8217;unico destino possibile appare il rimpatrio,per i secondi si affaccia l&#8217;ipotesi dell&#8217;affidamento alle associazioni in attesa di documenti validi per la permanenza e per i terzi,l&#8217;agonia potrebbe non finire mai,grazie alla legge d&#8217;esclusione classista Bossi-Fini.<br />
Le Brigate di Solidarietà Attiva,sono chiamate ad un super lavoro,non dovendo solo guardare al fronte dell&#8217;accoglienza e/o dell&#8217;assistenza,ma come la nostra natura comanda,cerchiamo di contrapporci lottando contro leggi e ipocrisie di stato,cercando di entrare laddove non ci è consentito,assistendo chi è bisognoso e creando comunicazione fra chi arriva e chi riceve,tale da poter essere il collante per una società realmente cosmopolita e unita nel fronte dei diritti umani.<span id="more-226"></span><br />
Così saremo a Lampedusa,come a Manduria,Ventimiglia e in tutti i territori dove con la scusa dell&#8217;accoglienza si creano situazioni militarizzate,così da non far trapelare l&#8217;indecenza che vi si consuma al loro interno,insomma si costruiscono dei CIE a basso costo,senza informazione verso l&#8217;esterno,in modo tale da poter accantonare il problema,come è tristemente noto a Napoli e la sua spazzatura,L&#8217;Aquila e le sue macerie le guerre in appoggio alla NATO e così con la situazione di Lampedusa,dove pare impossibile gestire un così piccolo numero di persone disperate.<br />
Ci stiamo attivando per reperire generi di prima necessità e/o fondi per la gestione dei campi odierni e quelli che verranno:</p>
<p>ALIMENTARI :cibi in scatola (legumi-tonno etc&#8230;) biscotti,latte a lunga conservazione</p>
<p>IGIENE PERSONALE:saponette,spazzolini,shampoo,dentifrici,bagnoschiuma</p>
<p>VESTIARIO:sacchi a pelo,asciugamani,magliette,mutande,calze,etc.</p>
<p>La popolazione di Lampedusa ci insegna l&#8217;umanità e la BSA accompagna questo sentimento,dimostrando che uniti possiamo cambiare,divisi possiamo solo obbedire!</p>
<p>FEDERAZIONE NAZIONALE BRIGATE DI SOLIDARIETA&#8217; ATTIVA</p>
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		<title>Restiamo Umani! Il Gap di Cuneo ricorda Vittorio Arrigoni.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 16:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brigata di Solidarietà Attiva]]></category>
		<category><![CDATA[GAP]]></category>
		<category><![CDATA[R@P]]></category>

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		<description><![CDATA[Il GAP di Cuneo ha voluto ricordare Vittorio Arrigoni, compagno dell&#8217;ISM ucciso a Gaza da un gruppo di estremisti islamici. Vittorio era un amico dei palestinesi, sosteneva la lotta contro l&#8217;occupazione e la violenza israeliana contro i civili. Gli dedichiamo il nostro pensiero e l&#8217;impegno di continuare, nel nostro piccolo, la sua lotta per la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=215&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-216 alignright" title="208404_1979914019791_1301374690_32334716_6077743_n" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/208404_1979914019791_1301374690_32334716_6077743_n.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><em>Il GAP di Cuneo ha voluto ricordare Vittorio Arrigoni, compagno dell&#8217;ISM ucciso a Gaza da un gruppo di estremisti islamici. Vittorio era un amico dei palestinesi, sosteneva la lotta contro l&#8217;occupazione e la violenza israeliana contro i civili.</em></p>
<p><em>Gli dedichiamo il nostro pensiero e l&#8217;impegno di continuare, nel nostro piccolo, la sua lotta per la libertà e la giustizia in Palestina.</em></p>
<p><em>Hasta Siempre Vittorio!</em></p>
<p><em>Gap Cuneo</em></p>
<p><strong><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/206029_10150194719585452_290463280451_8350803_4678563_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-218" title="206029_10150194719585452_290463280451_8350803_4678563_n" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/04/206029_10150194719585452_290463280451_8350803_4678563_n.jpg?w=143&#038;h=300" alt="" width="143" height="300" /></a>NON TI HANNO CONOSCIUTO FIUME STRARIPANTE DI GIGLI, di Ibrahim Nasrallah</strong></p>
<p><strong><em>A Vittorio Arrigoni </em></strong></p>
<p>Hanno ucciso tutti</p>
<p>Hanno ucciso tutti</p>
<p>hanno ucciso tutti i minareti</p>
<p>e le dolci campane</p>
<p>uccise le pianure e la spiaggia snella</p>
<p>ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.</p>
<p>Per te sia buono il mattino.</p>
<p>Non ti hanno conosciuto</p>
<p>non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli</p>
<p>e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno</p>
<p>e delicato stillare di corda</p>
<p>e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.</p>
<p>Per te sia buono il mattino.</p>
<p>Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla</p>
<p>e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana</p>
<p>e una bambina triste</p>
<p>per un sogno semplice e buono</p>
<p>che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.</p>
<p>Per te sia buono il mattino.</p>
<p>No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato</p>
<p>intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi</p>
<p>non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento</p>
<p>che gioiosi traboccano e svettano come palme.</p>
<p>Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea</p>
<p>nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia</p>
<p>con i soli di dio nell’uva di Hebron,</p>
<p>non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato</p>
<p>non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato</p>
<p>non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato</p>
<p>la loro notte non si espone al sole</p>
<p>alla nobile gioia.</p>
<p>Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?</p>
<p>Che cosa diremo al nostro mare?</p>
<p>Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?</p>
<p>Alla nostra lunga dura notte?</p>
<p>Dormi! Tutta questa morte basta</p>
<p>a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.</p>
<p>Dormi bel bambino.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialgranda.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialgranda.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=215&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>prossimi appuntamenti Cipec Cuneo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 17:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialgranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca Popolare]]></category>

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		<description><![CDATA[LA CULTURA COME BUSSOLA PER IL FUTURO APPUNTAMENTI Centro di Iniziativa Politica E Culturale Giovedì 7 aprile 2011 alle ore 17.30 presso la libreria Janus, in Piazza Europa 24 a Cuneo, presentazione del libro di Diego Fusaro: ESSERE SENZA TEMPO. Accelerazione della storia e della vita Sarà presenta l&#8217;autore, già autore di &#8220;Bentornato Marx&#8221; e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialgranda.wordpress.com&amp;blog=10626296&amp;post=205&amp;subd=socialgranda&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA CULTURA COME BUSSOLA PER IL FUTURO<br />
APPUNTAMENTI Centro di Iniziativa Politica E Culturale</p>
<p><a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/03/69295_1694628971512_1411440259_31828668_494851_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-206" title="69295_1694628971512_1411440259_31828668_494851_n" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/03/69295_1694628971512_1411440259_31828668_494851_n.jpg?w=99&#038;h=150" alt="" width="99" height="150" /></a>Giovedì 7 aprile 2011 alle ore 17.30 presso la libreria Janus, in Piazza Europa 24 a Cuneo, presentazione del libro di Diego Fusaro:<br />
ESSERE SENZA TEMPO. Accelerazione della storia e della vita<br />
Sarà presenta l&#8217;autore, già autore di &#8220;Bentornato Marx&#8221; e &#8220;Filosofia e Speranza&#8221;.Introduce Sergio Dalmasso, presidente del Cipec. Evento facebook è: http://www.facebook.com/event.php?eid=197942946905332</p>
<p>Sabato 16 aprile 2011 alle ore 17 presso la libreria Janus, in Piazza <a href="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/03/clip_image002.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-207" title="clip_image002" src="http://socialgranda.files.wordpress.com/2011/03/clip_image002.jpg?w=105&#038;h=150" alt="" width="105" height="150" /></a>Europa 24 a Cuneo, presentazione del libro di William Gambetta &#8220;Democrazia Proletaria. La nuova sinistra tra piazze e palazzi.&#8221;<br />
Sarà presente l&#8217;autore, l&#8217;evento è:</p>
<p>http://www.facebook.com/event.php?eid=141719065893513</p>
<p>per partecipare: 3490665974 &#8211; adelante.cuneo@gmail.com<br />
INCONTRI APERTI A TUTTI!</p>
<p>A cura del C.I.P.E.C. (Centro di Iniziativa Politica e Culturale)<br />
www.cipec-cuneo.org</p>
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